La Telepatia o gang Stalking? ( controllo della mente a distanza )

black flat screen computer monitor

Un’indagine durata un anno, condotta da The Insider in collaborazione con 60 Minutes e Der Spiegel accusa l’unità russa GRU 29155 di aver utilizzato microonde o ultrasuoni contro personale governativo statunitense e alcuni membri delle loro famiglie

Ufficialmente il giallo della “sindrome dell’Avana” è ancora irrisolto: le cause dello strano malessere che colpì dozzine di diplomatici americani e canadesi a Cuba nel 2016 sono avvolte nel mistero. Quel che è certo è che quegli attacchi di nausea, quei mal di testa lancinanti associati a problemi di equilibrio e di assordanti fischi alle orecchie, quell’insonnia persistente e quei danni alla memoria, all’udito e alle capacità cognitive sofferti dal personale delle ambasciate – spesso con conseguenze a lungo termine – non sono un caso isolato. E potrebbero essere causati da una sofisticata arma a microonde sviluppata a Mosca e impiegata diffusamente dalle spie militari russe della famigerata unità 29155, un commando di assassini e sabotatori del Gru diffusi in tutto il mondo. E’ l’unità di sicari, per dire, che ammazzò sei anni fa l’ex agente russo Sergej Skripal a Londra con il gas nervino.

Un nuovo incubo proveniente dal Cremlino

La “sindrome dell’Avana” è il nuovo incubo con cui il Cremlino sta terrorizzando diplomatici, funzionari e agenti dei servizi segreti al livello globale. Quegli episodi continuano a essere definiti “sindrome dell’Avana” perché il paziente zero fu individuato nella capitale cubana. Ma secondo ricerche di Spiegel, Insider e 60 Minutes, il fenomeno è molto più ampio ed è riconducibile al commando di sicari del Cremlino incaricato di eliminare i nemici in Occidente e di diffondere il panico tra spie, ambasciatori e servitori dello Stato.

I casi

Incidenti simili a quelli avvenuti all’Avana si sono ripetuti ad Hanoi, Shanghai, Belgrado, Vienna, Ginevra, Mosca, Tiblisi e Berlino. E un’operazione cruciale, trascurata dalle autorità americane, potrebbe essere avvenuta a Francoforte, ben due anni prima dell’incidente a Cuba.

All’inizio di novembre del 2014 un pugno di diplomatici del consolato americano lamentò gli stessi sintomi descritti due anni dopo dai loro colleghi all’Avana. Mark Lenzi era uno di loro, fu risarcito dallo Stato ma accusa Washington di non aver indagato abbastanza, allora. Quei casi sono la chiave di tutto “e avrebbero dovuti essere indagati con più attenzione”, ha raccontato allo Spiegel.

Le testimonianze

Per capire di cosa stiamo parlando basta ascoltare la testimonianza di un’altra vittima che ha parlato con Insider sotto falso nome: Joy. E’ la moglie di un funzionario dell’ambasciata americana a Tiblisi, in Georgia. Il 7 ottobre del 2021 la donna sta tirando fuori la biancheria dall’asciugatrice quando sente un suono acuto, simile a quello che viene usato nei film dopo una bomba. “Mi perforò le orecchie, mi travolse da sinistra, come se qualcosa fosse entrato dalla finestra direttamente nel mio orecchio”. Joy si sentì “immediatamente la testa pesante e mi scoppiò un mal di testa lancinante”. Per fortuna la moglie del diplomatico è addestrata a situazioni d’emergenza: si precipita con un balzo fuori dalla lavanderia. Quando raggiunge il bagno, vomita.

Nonostante il travolgente malessere, Joy ha la prontezza di spirito di uscire di casa, e scorge una Mercedes nera parcheggiata fuori. Accanto c’è un uomo che guarda nella sua direzione. Lei lo fotografa, lui entra nella macchina e parte. Lei fotografa anche la targa. Tre anni dopo, quando le fanno vedere la foto di una spia dell’unità 29155 del Gru, dei servizi militari russi, la donna lo riconosce subito. L’uomo fermo davanti alla sua porta di casa pochi minuti dopo l’attacco è la spia russa Albert Averyanov.

L’ex-Urss e gli esperimenti

Per chi conosce le cronache degli orribili esperimenti condotti con materiali radioattivi o con determinate armi acustiche o onde dai servizi segreti della Germania comunista, la Stasi, non è una novità. Alcuni dissidenti furono bombardati durante la prigionia nelle famigerati carceri politiche della Ddr con raggi Roentgen – i raggi X – e morirono, anni dopo, di rarissime forme di cancro. Anche gli esperimenti con le microonde vengono condotti da decenni dalla Cina, dalla Russia ma anche dagli Stati Uniti. Tra gli Anni ’50 e ’70 l’ambasciata americana di Mosca fu colpita regolarmente da raggi definiti nel tempo il “segnale di Mosca”. Da allora gli esperti di ritengono che gli esperimenti siano andati molto avanti.

Il settimanale Spiegel ha anche rintracciato un documento che ne parla esplicitamente, scoperto quasi per caso. Quando a uno degli uomini più ricercati in Europa, l’ex vicecomandante dell’unità 29155 per le operazioni in Europa, Ivan Terentjev, viene chiesto dall’autorità anticorruzione russa di spiegare l’origine di 100mila euro finiti sul suo conto, l’agente spiega che si tratta di soldi che provengono da una fondazione militare per una serie di esperimenti. L’allegato della mail che Terentjev manda ai funzionari russi ha un titolo inequivocabile: “Potenziale impiego di armi acustiche non mortali nei combattimenti in zone urbane”.

Effetti devastanti

Per molte vittime l’attacco russo ha avuto effetti devastanti anche sulle loro vite professionali. Per Marc Polymeropoulos ha significato ad esempio la fine della sua carriera nella Cia. Nel 2017 è al Marriott Hotel di Mosca quando un dolore atroce lo strappa al sonno. La sua testa rimbomba, si sente come se qualcuno gliela trapanasse, ed è colpito da una nausea travolgente e un fruscìo assordante nelle orecchie. Paolymeropoulos pensa a un avvelenamento alimentare, si fa prescrivere un farmaco contro la nausea. Ma a distanza di sette anni quei dolori e quel malessere continuano a torturarlo. L’agente ha dovuto rassegnare le dimissioni dalla Cia.

“Ci hanno trattati come gente afflitta da un’isteria di massa”, sostiene. Eppure a lui non era assolutamente venuta in mente la “sindrome dell’Avana”. Polymeropoulos è convinto che il governo americano non voglia sapere davvero cosa si nasconda dietro a questi micidiali attacchi che si moltiplicano in tutto il mondo. Cosa accadrebbe, si chiede, se Washington scoprisse ufficialmente che il Cremlino sta attaccando funzionari e diplomatici occidentali in tutto il mondo con atroci armi che si rivelano spesso invalidanti? “Gli Stati Uniti sarebbero costretti a reagire con durezza. Evidentemente non ne hanno molta voglia”.

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Scroll to Top