Stalking, Lodovico Berra: sebbene in Italia esista dal 2009 una legge volta a prevenire tale reato, il fenomeno è ancora in crescita. Nello scorso anno più del 50% delle accuse per stalking si è rivelato falso.
Come prevedibile, le donne subiscono atti persecutori tre volte più degli uomini (il 14% contro il 4,5%), con un’età della vittima molto giovane, tra i 18 e i 24 anni.
Purtroppo il fenomeno è cresciuto dell’1,4% rispetto al 2020: un’inversione di tendenza rispetto al 2019 in cui si era registrata una significativa diminuzione dei casi.
Un tema appunto ricorrente trattato dal professore di Torino Lodovico Berra, direttore e fondatore della Scuola italiana di psicoterapia esistenziale (SIPE), autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche e di decine di libri, nonché docente di Psicopatologia, Psicologia clinica e di Teoria e Metodologia della pratica filosofica, e dal 2005 professore di Psicologia biologica e Neuroscienze allo IUSTO, Istituto universitario salesiano.

Ma cosa si intende per reato di stalking?
Deriva dall’inglese to stalk, letteralmente “fare la posta” ed è caratterizzato da una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, perseguitandola ed ingenerandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.
Il fenomeno è anche chiamato: “sindrome del molestatore assillante”.
Da alcuni questo comportamento è stato inserito nello spettro dei disturbi ossessivo-compulsivi perché caratterizzato dal fatto che gli atti vengono eseguiti in modo incontrollato ed incontrollabile nei confronti di una o più persone.
Tipico è l’esempio del soggetto innamorato che non viene accettato e persiste nei suoi comportamenti di ricerca di attenzione, tormentando la vittima con sms, email, appostamenti o telefonate.
Ciò può ingenerare nella vittima fastidio, intolleranza o a volte paura e ansia.

Negli ultimi anni, dall’introduzione nel 2009 del reato di atti persecutori (stalking) vi è stato una crescita costante delle denunce per questo illecito.
Il problema è che, sebbene sia indubbiamente necessario proteggere soggetti minacciati da comportamenti che limitano la libertà, molti hanno approfittato di questa legge, interpretando forzatamente azioni per altri fini, come recare danno alla persona, ingiustamente accusata o per ottenere vantaggiosi risarcimenti.
Infatti il Ministero dell’Interno ha evidenziato che, nello scorso anno, più del 50% delle accuse per stalking si è rivelato falso.
È necessario, perciò, tutelare chi è vittima di questo reato ma anche evitare che via sia un utilizzo scorretto di questo reato, che può gravemente danneggiare la reputazione di persone innocenti.